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martedì 17 aprile 2012

Luminosità al massimo ad ogni avvio di Ubuntu, una soluzione

luminosità-ubuntu

Nel precedente post avevo manifestato il piacere di vedere qualche miglioramento effettuato su Ubuntu per la prossima versione, la 12.04, che uscirà a fine mese. Avevo chiuso il post ricordando che però per il mio notebook HP620 ancora non era stato risolto il problema della luminosità e me la ritrovavo al massimo ad ogni avvio. 
Poiché mi sono stancato di abbassare ogni volta manualmente nell'attesa che arrivi l'aggiornamento magico, ho guardato come risolvere.
Il metodo più semplice e meno invasivo è questo, da terminale:

  • sudo apt-get install xbacklight

Ora cercare e aprire Applicazioni di avvio (tramite Dash o con l'icona ingranaggio in alto a destra) cliccare su Aggiungi e impostare come da figura:

Impostare-luminosità-avvio-di-Ubuntu

L'unica cosa veramente importante è il comando: xbacklight -set 70

Al posto di 70 potete mettere la decina che desiderate, 70 imposta la luminosità al 70%, vedete voi quale preferite. 
Controllate che la voce sia spuntata, quindi attiva, nel riepilogo dei Programmi d'avvio aggiuntivi e al prossimo avvio finalmente avrete la luminosità a livello voluto in automatico senza doverlo più impostare manualmente ogni volta.
giovedì 29 marzo 2012

Ubuntu 12.04 beta, finalmente qualcosa è migliorato (HP620)

ubuntu-pangolino-preciso

Oggi esce la seconda e ultima beta prima della versione ufficiale di Ubuntu 12.04 Precise Pangolin che è prevista per il 26 aprile.
Avevo espresso le mie perplessità sulle scelte intraprese da Canonical con Ubuntu 11.10, ma alla fine mi ero deciso a provarla nell’uso quotidiano per vedere se riuscivo ad abituarmi alla nuova interfaccia.
L’abitudine la si prende però sento comunque la mancanza della praticità della barra vecchio stile: con un’occhiata sapevi dove spostarti fra le finestre.
Con Unity per me è imprescindibile adottare qualche accorgimento per renderla usabile, senza queste modifiche proprio non riuscirei ad essere produttivo con questa interfaccia  che però ha il grande merito di liberare molto spazio utile sullo schermo.

Unity non era il mio unico problema con Ubuntu 11.10, nel mio notebook la ventola girava al massimo dopo la sospensione, la luminosità dello schermo non si memorizzava e tornava al massimo ad ogni avvio, i tempi di spegnimento erano troppo lunghi. 
Qualche giorno fa ho deciso quindi di fare un avanzamento anticipato ad Ubuntu 12.04 per vedere se qualcosa stava cambiando in meglio.

L’avanzamento è stato un po’ lungo, una cinquantina di minuti, l’ideale sarebbe sempre una re-installazione pulita, ma non avevo proprio voglia di rifare tutte le personalizzazioni, magari la farò quando esce la definitiva e rimetto l'SSD.
Le impressioni in corso d’opera della nuova versione sono positive. La 12.04 ha qualcosa in più rispetto alla deludente 11.10 che, secondo me, si è rivelata il Windows Vista di Canonical.

Questa nuova Ubuntu ha una maggiore velocità, permette di installare volendo l'interfaccia di  Gnome classic in modo molto semplice (sudo apt-get install gnome-panel), Rhythmbox è ritornato dopo la parentesi di Banshee, che non mi è mai piaciuto, ed è stato aggiunto un privacy tool per Zeitgeist, che mi stava antipatico (vedi 10 cose che ho fatto dopo aver installato Ubuntu 11.04).
Ma a farmi molto felice è stato il fatto che finalmente mi funziona correttamente la sospensione!
Sul mio notebook HP620 rimane il problema della luminosità del monitor al massimo ad ogni avvio, ma nel complesso si vedono dei passi in avanti, e qualcuno - intelligente - indietro.

domenica 16 ottobre 2011

Ubuntu 11.10 (su HP620)

ubuntu 11.10
[Ubuntu con Gnome 3 Unity]

Attendevo questa uscita di Ubuntu 11.10 che marca il cambiamento iniziato con la versione precedente. 
A prima vista il desktop sembra bello e pulito, poi quando inizi ad usare il sistema ne vedi i "lati oscuri". Segue la cronaca del post-installazione.

Aprendo Firefox apprezzo l’ottimizzazione dello spazio utile permesso da un solo pannello e dal menu inglobato sulla barra in stile Mac. La sensazione appena provo il tasto destro del mouse sul pannello è di essere proprio dalle parti di Mac OS: la personalizzazione non è accessibile.
La barra laterale a sinistra con i launcher delle applicazioni, salta fuori quando si avvicina il puntatore del mouse, in modo fastidioso, visto che capita anche mentre ti muovi in una pagina web. Con altre applicazioni massimizzate, ad esempio con Libreoffice, non esce proprio e bisogna minimizzarle per accedervi. 
Non so se i due "comportamenti" siano voluti, se è un bug o se debbano proprio coabitare, certo che in tal caso sarebbe una scelta discutibile.
Per accedere alle applicazioni che non sono nella barra laterale c'è la dash, una specie di lavagna totale, a me non convince, ma è un gusto personale, mi dà un'idea di caos e macchinosità anche se in realtà basta solo il tasto Super e poi battere qualche lettera del programma desiderato per trovarselo davanti. Praticamente semplifica mettendo tutto in un calderone che si ordina su richiesta.

Passo al comparto audio. Alzando e abbassando il volume scopro che hanno aggiunto un effetto acustico e ricorda, anche in questo caso, il Mac. 
L'uscita audio, almeno sul mio notebook HP, ha una qualità migliorata rispetto alla versione precedente.

Guardo le Impostazioni di sistema e sono veramente ridotte all'osso. I caratteri dei font sono troppo grandi e non trovo un'opzione per ridurli, devo aprire l'Ubuntu Software Center (un pachiderma) e installare gnome-tweak-tool per riuscire a fare qualcosa.
Con il programmino riesco a migliorare un po' le cose, tranne per il font del desktop. Possibile che non sia a portata di clic una cosa così basilare?
Passo alla barra con i launcher delle applicazioni, per me è veramente troppo grande, anche qui niente impostazioni a portata di mano, clic tasto destro senza funzione, si deve installare compizconfig-settings-manager e poi andare nella sezione Unity per ridurre la grandezza delle icone.
Vorrei quindi mettere l'applet del Monitor control nel pannello superiore, per avere un riscontro visivo delle operazioni che avvengono nel computer, ma non trovo come fare, sicuramente spataccando nei codici o installando qualcos'altro ci sarà il modo, ma non è semplice com'era con Gnome 2.

A questo punto mi domando proprio se non sia possibile avere la vecchia interfaccia grafica. Le cose sono cambiate dalla 11.04, non c'è bella e pronta di default, quello che trovo è accessibile dando da terminale il comando:
  • sudo apt-get install gnome-session-fallback
In questo modo si aggiunge un "Gnome Classic" da scegliere al momento de login ed anche la voce "Gnome" che sarebbe Gnome Shell.

Con Gnome Classic qualche personalizzazione in vecchio stile si riesce ad effettuare, un'accortezza è che le opzioni per modificare il pannello compaiono se clicchi tenendo premuto anche il tasto Alt. Questo è quello che ottengo:

ubuntu gnome classic
[Ubuntu con Gnome 3 Classic]

Vorrei ridurre la dimensione del pannello in alto ma si può solo aumentarla, in ogni caso questo è quanto di più simile al passato io riesca ad ottenere al momento.

Già che ci sono provo anche Gnome Shell, termino sessione e faccio un nuovo login scegliendo "Gnome", ottengo questo:

ubuntu gnome shell
[Ubuntu con Gnome 3 Shell]


Non è male, ma la prima cosa che noto sono le finestre con solo il tasto di chiusura, non è contemplata la possibilità di minimizzarle. Nel complesso mi sembra un po' più "comodo" di Unity pur condividendone altri difetti.


CONCLUSIONI
Queste impressioni toccano solo alcuni punti perché non ho voglia di scrivere molto, ma ci tengo a confermare le impressioni del passato [1] [2]: Unity e Shell sono interfacce che strizzano smaccatamente l'occhio ad una usabilità da touchscreen e meno all'uso da computer classico. 
Passato il primo momento in cui si apprezza la novità, il nuovo effetto grafico, ti trovi a combattere con la produttività nel multitasking e non mi pare sia solo questione di abitudine o, per lo meno, io faccio fatica a farmi piacere alcune soluzioni.
Seconda cosa da sottolineare e l'altro indirizzo preso da Ubuntu: scopiazzare Mac OS qua e là, adesso troppo - io desideravo imitasse dell'altro (ubuntubook) -.
La sensazione che ho avuto usando questa Ubuntu 11.10 è stata molto vicina a quella che ho avuto usando per la prima volta Mac OS: avere le mani legate. Credo sia la peggior sensazione possibile se stai utilizzando del software libero e non sono più tanto convinto che Ubuntu sia la mia distribuzione Linux preferita.
mercoledì 31 agosto 2011

Potenziare un notebook con Ubuntu?

ram e ssd
Mi sono deciso a potenziare il mio notebook HP620, un computer con un hardware modesto ma buono per l'uso di Ubuntu.
Quello che si può fare in modo semplice, svitando qualche vite, è aumentare la RAM e cambiare l'hard disk. Ho proceduto in questo modo:

  • Con una spesa contenuta sono passato da 2 GB a 4 GB di RAM Kingston, ma per le mie esigenze non ho notato alcun vantaggio, anzi per far sì che Ubuntu, non quello a 64bit, veda tutta la RAM, bisogna installare il Kernel PAE. Se fate un'installazione nuova e siete collegati ad internet ve lo installerà in automatico, altrimenti basta che cerchiate e installiate dal Gestore pacchetti la versione più recente del kernel linux-generic-pae.
  • Per il cambio dell'hard disk dovevo prendere qualcosa di meglio del Seagate a 7200 giri già installato (velocita stimata con hdparm 85 MB/sec) e ho pensato di passare direttamente ad un disco allo stato solido. Questa scelta è stata motivata da vari fattori: per primo sono molto soddisfatto nell'uso di un SSD sul Macbook, per secondo non necessito di grandi quantità di GB installati nella macchina (compenso al bisogno con hard disk esterni) e ultimo motivo, ma decisivo, il prezzo di un SSD OCZ Vertex 2 da 60 GB su Amazon.it era allettante.
    Installato nel notebook, con alcuni particolari accorgimenti per Ubuntu con SSD, devo dire che mi aspettavo qualcosa in più anche se la velocità stimata con hdparm è di 230 MB/sec). Il boot non ha ricevuto in proporzione lo stesso sprint di cui ha beneficiato il Macbook con Snow Leopard che era passato da 36" a 13".
    Per farsi un'idea dei tempi vedere l'immagine qui sotto, non volevo fare un test con valenza scientifica, ma solo indicativo. Per il tempo di boot di Ubuntu ho calcolato dal momento in cui ho premuto il tasto di avvio del notebook fino al login e poi dall'invio del login a connessione wi-fi avvenuta (segnalata da notifica).
    [Processore - Intel Pentium Dual-Core T4400 @ 2.20GHz]

    Anche il vantaggio intrinseco della totale silenziosità del disco allo stato solido viene smorzato dal fatto che il notebook ha una ventola un po' rumorosa che si attiva spesso in queste calde giornate (fra qualche mese andrà meglio) e quindi non si sente la vibrazione del disco ma permane il fruscio della ventola se fate un uso intenso del computer. Se si usa solo la videoscrittura il notebook rimane quasi silenzioso.

CONCLUSIONE
Non mi sento di consigliare di fare un upgrade se non si hanno particolari esigenze. Con un hardware modesto come quello che avevo le funzionalità comuni di utilizzo sono già decenti.
Io non ero insoddisfatto della reattività di Ubuntu sul portatile, era quella che mi aspettavo, ma mi faceva piacere migliorarla. L'incremento delle prestazioni riscontrato però non mi ha convinto, in particolare mi aspettavo qualcosa di meglio in fase di boot, con il senno di poi potevo anche fare a meno sia di RAM che di SSD. Forse con un processore più recente le cose sarebbero diverse, ho la sensazione che il vecchio Pentium si riveli un collo di bottiglia.

giovedì 7 aprile 2011

Gnome 3 su HP-620 & Samsung NC10

gnome 3 su netbook samsung
Oggi è uscita la prima versione di Gnome 3, ho scaricato e preparato il live CD (basato su openSUSE) e mi sono apprestato ad avviare il notebook HP 620 per testare la nuova interfaccia grafica, ma niente da fare, nemmeno partiva.
Ho quindi preparato un usb-drive avviabile e sono passato a provare Gnome 3 sul netbook NC10. Si è caricato senza problemi riconoscendo tutto (audio, wireless, bluetooth...).
~ · ~
Dopo una decina di minuti la sensazione è che sia ancora un po' acerbo, ma non è mai crashato. Anche in questo caso, come per Unity, la modalità di utilizzo è completamente rivoluzionata. Se dovessi fare un confronto direi che qui si sente un pochino meno una "direzione touchscreen" e si punta invece ancora più sul minimale.
L'angolo in alto a sinistra con il tasto "Attività", diventa la via d'accesso, unica, per passare alla scelta delle finestre aperte e accedere alle applicazioni. Nel complesso ci si mette meno tempo a prendere familiarità con Gnome 3 rispetto a Unity, ma in entrambi i casi trovo che rallentino un po' l'utilizzo del computer per chi fa molto multitasking e non credo sia solo una questione di abitudine: i passaggi per spostarsi fra le finestre aperte richiedono più movimenti, forse un po' meno su Unity, ma dipende se si vede subito dove sono i triangolini bianchi.
Anche su Gnome 3 diventa quasi indispensabile sfruttare più desktop di lavoro se si utilizzano più applicazioni alla volta, ma la barra laterale a sinistra, con i lanciatori dei programmi preferiti, non ha il problema che aggiungendone troppi diventa necessario scrollare con il mouse per raggiungere quelli in basso (o passare da sotto con il mouse), perché la barra ridimensiona le icone in modo tale che rimangano sempre tutte visibili. In compenso si crea lo svantaggio che se si aggiungono troppe applicazioni le icone diventano piccole (ovviamente dipende anche dalle dimensioni dello schermo, nel mio caso, un netbook, con una decina di applicazioni e già si facevano minuscole).
In conclusione, dopo una ventina di minuti di prova, mi sembra che Gnome 3 potrebbe essermi nel complesso più congeniale rispetto Unity, ma non sono sicuro, in particolare su Gnome 3 mi ha colpito il fatto che il Desktop/Scrivania praticamente non si usa più e questo non mi piace granché.
Entrambi i desktop environment mi attirano, perché sono cose nuove, e a loro modo mi affascinano, però rimango un po' dubbioso sulla loro praticità. Non vorrei che si badasse più al catturare lo sguardo con effetti speciali che a rendere migliore l'esperienza d'uso dell'utente, in particolare di quello più esigente.

P.S.
Per chi si domanda come fare a spegnere su Gnome 3, dato che da User compare solo un "Sospendi", basta tenere premuto il tasto Alt: il "Sospendi" si trasformerà in "Spegni".

sabato 2 aprile 2011

Ubuntu 11.04 beta su HP620

ubuntu 11.04 su hp
Sto testando da live CD, sul portatile HP-620, la prima beta di Ubuntu 11.04 che dovrebbe uscire nella versione ufficiale a fine mese.
È da una mezz'oretta che mi muovo nella nuova interfaccia grafica, apro programmi, sposto finestre nelle quattro aree di lavoro, provo la barra laterale aggiungendo e togliendo icone... Devo dire che sembra stabile e anche veloce, ma la cosa che più mi ha colpito è il cambiamento nella modalità d'uso che Unity comporta.
Al primo impatto può anche disorientare, poi con il passare dei minuti si capisce quali sono le direttrici scelte, sicuramente c'è una volontà di ripulire, ridurre e semplificare/nascondere. A me la sensazione che ha dato è una commistione fra trovate grafiche che vanno bene in un tablet touchscreen e l'utilizzo di un computer "classico".
~ · ~
Opsss, proprio ora è crashato. Avevo installato delle nuove icone e mi ero rimesso a spostare finestre. Tutto si è bloccato, è stato segnalato un crash di compiz, ma si è ricaricato riaprendo le finestre com'erano prima in pochi secondi! Niente male.
~ · ~
In conclusione dopo questa breve prova devo dire che non sono totalmente convinto della nuova interfaccia, pur riconoscendo sia il merito di provare a fare qualcosa di nuovo sia alcuni aspetti vantaggiosi (in particolare l'ottimizzazione dello spazio utile), non so se io mi troverò/troverei meglio.
Ad esempio mi manca un rapido "mostra desktop" e mi infastidisce che se si aggiungono molte icone di programmi alla barra laterale sia necessario scrollare con il mouse per arrivare a quelle in basso (salvo fare giochi di prestigio nello spostamento del mouse).
Inoltre non trovo molto comodo avere sia le "finestre" aperte che i lanciatori nella stessa zona (la barra laterale): se voglio spostarmi fra le cose aperte diventa più veloce usare aree di lavoro distinte per programma piuttosto che cercare l'icona della finestra aperta (segnalata con un triangolino bianco) fra le varie icone dei programmi a disposizione.
Ovviamente sarebbe da provare per un po' di tempo, magari alcune cose si possono bypassare o ci si può abituare, certo sono curioso di provare anche Linux Mint che userà Gnome 3 come desktop environment.

sabato 20 novembre 2010

Ubuntu 10.10 Maverick Meerkat e HP 620

notebook hp 620 ubuntu
In attesa di poter comperare un Ubutubook ho cercato un notebook da battaglia da dedicare esclusivamente alla distribuzione tanto amata.
Oltre al dover funzionare senza problemi con Ubuntu l'altro requisito principale era lo schermo opaco, cosa sempre più rara da trovare. Purtroppo mi hanno preso in giro e lo schermo del mio "nuovo" HP 620 è anche lui lucido, ma si conferma l'ottimo funzionamento con Linux (era venduto con Suse 11.3 che dopo un paio di prove ho cancellato).

Con l'occasione ho installato proprio l'ultima versione di Ubuntu 10.10 Maverick Meerkat che avevo glissato nel mio Samsung NC10, rimanendo alla 10.04 con il supporto a lungo termine.
Con piacere tutto l'hardware è stato riconosciuto perfettamente, nessun problema da segnalare, all'avvio tutto era funzionante, compresi i tasti funzione. Il sistema è veloce e scattante grazie anche al disco a 7200 giri, un po' rumoroso ma pensavo peggio, che dona sicuramente una spinta in più.

Il notebook è ormai fuori produzione ma si può trovare ordinandolo on-line a poco prezzo, io il modello (WK350EA#ABZ) con processore Pentium dual core T4400, 2 GB Ram e scheda video Intel HD l'ho pagato 350 €.